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L'Undicesimo Comandamento = Galassia n. 41

Romanzo


Data uscita
Settembre 2018
Condizioni
 
near mint legenda
pagine ingiallite - SN
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Lester Del Rey
Collana
Galassia n. 41
La Tribuna 1964
Genere
Fantascienza

Prima edizione Galassia - volume raro - Ristampa della Nord: disp. V.Scheda completa

Dopo aver conosciuto la produzione — del resto più che rispettabile — dei romanzi per ragazzi firmati da Del Rey, ci si può sentire un po’ sbigottiti di fronte a un autore che, noto nella sua versione ad usum delphini, si scatena improvvisamente affrontando rischiosi terni biologici, sociologici, religiosi e sessuali. In realtà, bisogna tenere presente che Del Rey è, e da parecchi anni, un autore “adulto” che ha al suo attivo brucianti satire politiche, sociologiche o religiose, come sanno i numerosi lettori espertissimi che probabilmente conosceranno, nei testi originali, Nerves (una scattante anticipazione sulla bomba atomica, che provocò molto scalpore nel periodo precedente Alamogordo) e For I am a jealous people, una amara satira in cui Iddio è talmente nauseato dall’incorreggibile malvagità umana da abbandonare i terrestri all’invasione di creature alien. Ma, sia pure con questi ragguardevoli precedenti, L’Undicesimo Comandamento è un romanzo insolito, scelto apposta — fra l’altro — per inaugurare una nuova linea per Galassia. Ben lontana dal lasciarsi affossare da beccamorti interessati, la science-fiction angloamericana si sta evolvendo, da qualche anno, attraverso una fase paragonabile soltanto a quella attraversata intorno al 1940, quando alle avventure ingenue e orripilanti si sostituì una tematica tecnologicamente razionale e socialmente impegnata. Nella sua crescita progressiva, la science fiction sta cominciando ad affrontare da qualche anno, temi di impegno universale con un coraggio nuovo: basterebbe ricordare Ghiaccio-nove e Le sirene dl Titano di Kurt Vonnegut jr., Un cantico per Leibowitz di Walter Miiler jr., Davy di Edgar Pangborn, The man in the high castle di Philip K. Dick, The dark light years di Brian Aldiss: romanzi cui non di rado i critici — critici letterari, non gli specialisti di science-fiction, e questo è un altro segno dell’interesse acquisito dalla narrativa fantascientifica — hanno cercato paragoni addirittura in Voltaire (come è il caso delle opere di Vonnegut) o in Swift (come è il caso de’ Un cantico per Leibowitz), o in Huxley (come è il caso di The man who japed, del Dick). Un cantico per Leibowitz, il romanzo che fu ispirato a Miller dallo spettacolo dell’abbazia dl Montecassino distrutta dal bombardamenti e che vinse il Premio Hugo 1961, era il primo, nella storia della science-fiction, che affrontasse con tanta profondità e comprensione il problema della religione nel futuro dell’umanità: A case of coscience, di Blish, che costituiva uno dei pochi precedenti, era ancora vincolato a una concezione più avventurosa e non sottintendeva la vastità di competenza specifica spiegata da Miller. L’anno successivo, nel 1962, Lester del Rey, pubblicava questo Undicesimo Comandamento, uno dei più audaci e rivoluzionari esempi della science-fiction più recente (e nel 1964 Edgar Pangborn, il non dimenticato autore de’ L’uomo dell’angelo, pubblicava Davy, un romanzo picaresco che può essere considerato come la risposta polemica al Leibowitz). Il tema dell’Undicesimo Comandamento è scabroso e difficile: dopo una guerra atomica scatenata per errore, un cardinale americano forza gli altri porporati sopravvissuti ad eleggerlo Papa, sebbene un altro Conclave si sia riunito tra le rovine dell’Italia per eleggere un più legittimo successore al grande Clemente XV, rimasto ucciso nel conflitto. La Chiesa Eclettica Americana, nata dallo scisma del cardinale Bonaforte, si impadronisce dell’intero continente, allungando le mani sul potere temporale e sull’esercizio attivo delle scienze, e imponendo alle popolazioni superstiti, depauperate dalla guerra e contaminate dal fallout, un undicesimo comandamento: “Crescete e moltiplicatevi “, che deve essere obbedito anche a costo della vita. I cattolici romani, soli custodi della antica fede, sono confinati nei ghetti, i liberi pensatori e gli agnostici sono capziosamente arruolati nelle file della gerarchia ecclesiastica quando la loro intelligenza e la loro cultura rappresentano un patrimonio utile. In un mondo miserabile e superpopolato, un esule marziano scopre di essere l’unico oppositore alle dilaganti assurdità della Chiesa Eclettica. Ma, sembra voler concludere Lester Del Rey (con una concezione solo apparentemeiite dissimile da quella di Walter Miller jr.), in un mondo sconvolto soltanto la Chiesa può avere la forza morale necessaria per battersi, nell’intento di salvare la razza umana. E, se l’unica figura che irradia un vero, commovente calore umano è quella del cattolico e perseguitato padre Sempre, Del Rey, fa capire che persino una chiesa scismatica, come quella Eclettica Americana, conserva quell’insostituibile riflesso di verità assoluta derivatole dalla sua grande ascendenza e può assumersi il ruolo di salvatrice del mondo. È un tema di non facile impegno, risolto da Del Rey con appassionata e violenta coerenza: un romanzo probabilmente discutibile e controverso, ma in ogni caso — da qualsiasi punto di vista lo si giudichi — un esempio di quella “ fantascienza adulta “, che sta diventando sempre più frequente. L’Undicesimo Comandamento è, come è stato detto più sopra, il primo romanzo della nuova serie di Galassia, che a partire dal primo giugno assorbirà in se anche i migliori racconti, Accademia e la rubrica della posta, della rivista Galaxy. Grazie all’aumentato numero di pagine (che varierà da 224 a 256), diviene così possibile, inoltre, ospitare su Galassia romanzi di particolare interesse che fino a questo momento erano stati accantonati a causa della lunghezza, che eccede quella abituale delle riviste di science-fiction: così, dopo L’Undicesimo Comandamento, di Del Rey, Galassia, pubblicherà, il primo giugno, l’attesissimo Gli schiavi del Non-A, di Alfred E. Van Vogt, seguito di The worlds of Null-A, apparso in Italia, con buon successo, una decina di anni fa.