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Gente di Domani = Speciale Galassia n.: 36

Romanzo


Data uscita
Settembre 2018
Condizioni
 
near mint legenda
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Judith Merrill
Collana
Galassia n. 36
La Tribuna 1963
Genere
Fantascienza

Nro speciale con 256 pagine - NESSUNA RISTAMPA -

Cari amici, ecco il numero natalizio di Galassia: Gente di domani di Judith Merril. Anche la cattura di questo romanzo è stata piuttosto movimentata: tanto per cominciare, il testo originale non l’ho avuto per i regolamentari canali di agenzia, l’ho pescato su di una bancarella; e subito ho cominciato la ricerca di un agente che fosse autorizzato a trattarne i diritti. Non è stato molto semplice: un autore può essere rappresentato anche da cinque agenti, a seconda degli editori presso i quali è stato pubblicato il testo. Un paio di volte mi sono trovata in fondo a un vicolo cieco, poi finalmente ho avuto fortuna: ed ecco qui The tomorrow people. Judith Merril ha purtroppo la pessima abitudine di scrivere pochissimo. Dopo il buon Shadows on Earth (Orrore su Manhattan), ha aspettato anni prima di decidersi a scrivere Gente di domani e un romanzo di Judith Merril è una rarità da non lasciarsi sfuggire. Questo romanzo, lo vedrete da voi, è insolito e diverso. Come pochissimi altri scrittori (Walter Miller jr., il cui capolavoro è già sotto contratto per lo SFBC, Kurt Vonnegut jr., il cui miglior romanzo, Cat’s cradle, sta per essere pubblicato in una collana letteraria da un famoso editore italiano, Rizzoli), Judith Merril ha il dono di saper trovare un perfetto compromesso fra la science-fiction e la narrativa tradizionale del filone nobile, senza far torto all’uno o all’altro dei due generi; cosa che capita di frequente, invece, quando ci si ostina a fare della letteratura (spesso cattiva letteratura), su basi fantascientifiche a scapito della fantascienza, usata come pretesto di comodo. Gente di domani è un romanzo di fantascienza valido e ortodosso, ma la vicenda è trattata secondo il metodo del romanzo psicologico. Come osserva Fred Pohl, «a Judith Merril non interessano tanto le vicende vissute dai suoi protagonisti, quanto i pensieri e le reazioni che tali vicende determinano in loro». L’argomento fondamentale del romanzo è nuovo e insolito: la storia della danzatrice Lisa Trovi, che rinuncia alla propria carriera per stare accanto all’eroe spaziale ridotto a un rottame d’uomo, a un alcolizzato senza volontà dalla tremenda esperienza del primo volo su Marte e dalla inspiegabile scomparsa del suo compagno, della cui fine si sente responsabile, si svolge su uno sfondo di intrighi politici, di corruzione e di ipocrisie che ha molti punti di contatto con l’atmosfera di alcuni famosi romanzi avveniristici, per esempio quel Sette giorni a maggio di Knebel e Bailey, pubblicato recentemente da Bompiani. Il romanzo, come vedete, è molto lungo: ma non era il caso di rovinarlo condensandolo a forza di mutilazioni nelle consuete centossessanta pagine di Galassia: anche usando un carattere più piccolo, come è stato fatto per Il robot minorenne, non sarebbero bastate. Così, ecco un Galassia speciale per un romanzo speciale, lasciato rispettosamente intatto. I piani per il 1964? In gennaio uscirà L’ingegnere etico di un autore già noto ma nuovo per il pubblico di Galassia, Harry Harrison, uno dei più forti e originali nuovi autori della science-fiction americana; Harry comunque si considera mezzo europeo: dopo aver vissuto a lungo in Italia e in Inghilterra, adesso abita in Danimarca. Poi Galassia presenterà romanzi di autori già notissimi e romanzi di autori ancora non conosciuti in Italia. Vi sarà anche un romanzo d’un autore tedesco che per tre volte ha vinto lo speciale Premio Hugo istituito per la Germania, da Hugo Gernsback in persona (Hugo Gernsback, al cui nome è intitolate il massimo premio fantascientifico mondiale, è il padre della science-fiction; ha fondato, nel 1926, la prima rivista specializzata, Amazing stories). E a proposito di Premi Hugo: ricordate Terrestri e no? L’avevo annunciato dicendo che i quattro romanzi erano dovuti, uno a un autore notissimo, Vance, e gli altri tre a tre autori Premio Hugo. Sono soddisfattissima di rettificare. Dallo scorso ottobre, anche Jack Vance è Premio Hugo. La Convenzione della Science-Fiction, tenutasi a Washington, gli ha attribuito il premio per il miglior romanzo breve dell’annata. E sapete qual è il romanzo che gli ha fatto vincere l’Hugo? Precisamente Uomini e draghi, E poiché siamo in argomento SFBC. c’è un’altra rettifica da fare. Avevo annunciato che il secondo volume avrebbe contenuto un romanzo di Van Vogt, L’impero dell’Atomo. Ebbene, cari amici, ho cambiato idea, e mi auguro che la novità vi vada a genio: il secondo volume conterrà due romanzi di Van Vogt: non solo L’impero dell’Atomo, ma anche Lo stregone di Linn, poiché nel frattempo ho recuperato anche quest’ultimo romanzo che è il seguito del primo. Così, sia detto fra parentesi, i romanzi inediti di Van Vogt di cui lo SFBC si è assicurato i diritti non sono più tre ma quattro. Il ciclo di Clane Linn è probabilmente il lavoro più affascinante e più impegnativo di Van Vogt il quale dichiara, nella sua prefazione all’edizione italiana, di essersi ispirato a due epoche tra le più gloriose della nostra storia: all’Impero Romano e alla signoria dei Medici. Così, la figura del vecchio Medron Linn di Linn è ispirata ad Augusto, e quella del mutante Clane Linn, creatore d’una nuova epoca, a Lorenzo il Magnifico. Ma adesso, per favore, non domandate a me (come moltissimi di voi fanno) come mai questi romanzi erano rimasti inediti fino ad ora, in Italia, specie considerando il favore vastissimo di cui gode il fantasioso scrittore canadese: così come è inutile domandarmi (vedi sopra) perchè era stato ignorato per un decennio esatto Io, robot di Asimov, prima che io lo ripescassi per Bompiani. Io proprio non lo so. Se volete, e se mi garantite che. non vi sono in giro spie di Arcturus III, una volta o l’altra potrò invece raccontarvi come ho fatto a rintracciarli e a ingabbiarli.
Roberta Rambelli