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L'Uomo che Comprò la Terra + L'Uomo che Regalò la Terra -- 2 VOLUMI - Galassia n. 135-154

Romanzo



Data uscita
Novembre 2021
Condizioni
 
very fine legenda
SCANSIONE SOLO INDICATIVA -
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Cordwainer Smith
Collana
Galassia n. 135
La Tribuna 1971
Genere
Fantascienza

Due volumi della collana Galassia - sono i numeri 135 + 154 - Entrambi ristampati: IL PRIMO in Bigalassia E NEGLI OSCAR - IL SECONDO SOLO NEL BIGALASSIA- i 2 romanzi riuniti poi col titolo Norstrilia

L'UOMO CHE COMPRO' LA TERRA
Cordwainer Smith, il cui vero nome era Paul Linebarger, scrisse e pubblicò la sua prima storia di fantascienza nel 1928, e la seconda solo vent’anni più tardi, nel 1948, ma soltanto dal 1955 la sua produzione aveva preso ad arricchirsi con regolarità. Autore controverso e dibattuto, la sua morte avvenuta nel 1966 in un incidente automobilistico ha privato il mondo della sf di una personalità originale e ricca di fermenti quanto mai suggestivi. Scrittore dotato di uno stile rapido e capace di rendere con abili pennellate di colore un universo soffuso di una vaga luminosità mitologica, infarcito delle più svariate reminiscenze letterarie che vanno dalla novella di Ali Babà e i quaranta ladroni, alle opere di Rimbaud (il celebre Drunkboat ispirato all’omonimo Bateau Ivre) e di Dante, Cordwainer ci dona con Planet Buyer una delle sue opere più eccezionali. Il protagonista di questo romanzo non è un insopportabile superuomo, ma soltanto un ragazzo portato dal destino (e dalle speculazioni di un calcolatore) a disporre delle enormi ricchezze offerte dalla droga di Norstrilia, una droga che può donare l’immortalità. Un superuomo quindi insofferente della sua posizione, ansioso soltanto di uscire dal mondo che ha già tante volte tentato di ucciderlo e di negargli ogni possibilità di sviluppo. Abbiamo parlato di mitologia, a proposito di Cordwainer, e anche il tessuto di questo romanzo contiene gli Underpeople, creature in cui si mescolano caratteristiche umane e bestiali, che influenzarono (ricordiamo che The Planet Buyer è del 1964, mentre le altre opere più celebri di Smith sono comprese nel periodo che va dal 1961 al 1964) quasi tutta l’ultima generazione di scrittori americani, da Zelazny a Delany. Ma non è questa l’unica cosa di cui le nuove leve sono debitrici a Smith; la mitologia fantastica ed estetizzante di Cordwainer è solo un elemento di quella spettacolare realtà cosmica che ritroveremo mutuata in altri autori. E per meglio comprendere questi ultimi, cosi come tutta l’opera di Cordwainer Smith, è bene leggere alcune righe dell’introduzione a Space Lords di pugno dell’autore e indirizzate al lettore: ‘La bellezza e i magici incantesimi verranno dal nostro passato, dal vostro presente, dalle vostre speranze e dalla vostra esperienza. Ciò potrebbe apparire strano, ma non toglie che sia vero. Alcune persone lo apprezzeranno molto, molte potranno non capirlo e lo respingeranno. Ma questa è la loro perdita, lettore, non la mia o la tua. Noi due, abbiamo questa storia che ci unisce.’

L'UOMO CHE REGALO' LA TERRA
The Underpeople, come già i lettori avranno capito dal titolo italiano, è il secondo episodio della saga di Rod McBan. Avevamo lasciato il protagonista alle prese col pianeta Terra, divenuto suo esclusivo possesso; lo ritroviamo ora alla scoperta delle meraviglie, a lui ignote, della Terra. Gradualmente la trama si dipana fino alle sue logiche conseguenze (le cui premesse erano già presenti nel libro precedente), con uno scioglimento estremamente poetico e suggestivo. E’ un po’ un canto di fiducia nell’umanità (o nei quasi-umani?) quello che Cordwainer Smith intona, in modo prepotentemente affascinante. E nonostante l’indubbia tristezza, quasi tragica, delle ultimissime pagine, il romanzo è di tono essenzialmente ottimista. Di quell’ottimismo, appunto, che non disdegna un tocco di dramma, per essere forse più realista e intimamente coerente. Parlavamo, nell’introduzione a L’uomo che comprò la Terra, della capacità mitopoietica di Smith. E in effetti, almeno fino a questi ultimi anni, egli è rimasto una figura isolata nel pur vasto campo della produzione fantascientifica; e anche adesso che certi aspetti della sua tematica sono stati ripresi da altri autori, le sue opere contengono un fascino dei tutto particolare. Un fascino che si sottrae pervicacemente ad ogni tipo d’analisi logica, essendo strettamente legato ad un modulo di sensibilità praticamente esclusiva di Smith. Sta di fatto che nessuno è riuscito, come lui, a creare un universo talmente compatto nelle sue strutture; a produrre una serie non piccola di opere in cui l’atmosfera si mantiene sempre coerente. E questo non è determinato soltanto dal ricorrere di personaggi, luoghi e situazioni, come potrebbe anche sembrare ad un’analisi superficiale; ma semmai dall’approfondimento continuo di questi elementi. E’ come se Smith andasse aggiungendo, ogni volta, qualche tessera al suo grande mosaico; e l’unico rimpianto è che la morte gli abbia impedito di portare a compimento l’opera. Si pensi soltanto a quella straordinaria ‘invenzione fantastica’ che sono i quasi-umani: creature sempre splendenti d’una grande verità intima, fedeli servitori e amanti al tempo stesso dell’uomo. Si pensi ancora a quello stupendo personaggio che è C-mell: la mente d’un gatto e il corpo d’una donna uniti nella stessa persona, una fusione capace di produrre risultati a volte miracolosi, d’una dolcezza remota e struggente. Ma, quel che più importa, Cordwainer Smith è riuscito sempre a raccontare storie d’un mondo fantastico nelle sue manifestazioni esterne, e umanamente reale nelle sue componenti basilari. Una grande saga, appunto, in cui l’uomo diventa compartecipe di destini universali; specchio riflettente e deformante di certe verità attuali, sublimate da un alone poetico di smagliante limpidezza. E tutto è nuovamente trasfigurato da uno stile pacato, sognante, chiuso in se stesso eppure tanto eloquente, lineare, in un equilibrio quasi miracoloso di forme e contenuti. Un risultato letterario, dunque, valido sotto ogni punto di vista; e destinato, crediamo, a sfidare il tempo come la fantasia magica dell’autore che l’ha creato.