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La Pietra di Gaunar = Galassia N. 63

Romanzo


Data uscita
Novembre 2021
Condizioni
 
near mint legenda
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
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bclibri@delosstore.it
Autore
Roberta Rambelli
Collana
Galassia n. 63
La Tribuna 1966
Genere
Fantascienza

PRIMA ED UNICA EDIZIONE ITALIANA. - Disponibili Altra copia in Ns. Catalogo in diversa condizione : v. Dettaglio -

Praticamente in tutto il mondo, quando si parla di science fiction italiana, gli esperti pronunciano un solo nome: quello di Roberta Rambelli. E, in effetti, mai notorietà fu più meritata: quel che di buono e di utile stato fatto per la diffusione e lo incoraggiamento della fantascienza italiana e della fantascienza in Italia, è dovuto in massima parte alla Direttrice dello Science Fiction Book Club. I risultati parlano da soli: dopo la famosa antologia Fantascienza: terrore o verità? che mosse decisamente le acque piuttosto stagnanti della science fiction nel nostro paese, liberando il pubblico dai numerosi equivoci che una scelta superficiale e presentazioni non accurate avevano provocato nei primi anni di diffusione di questa narrativa, i più importanti editori italiani hanno affidato a Roberta Rambelli lavori di scelta, di selezione, o hanno richiesto opera consultiva, considerandola l’esperta numero 1 del nostro Paese. Dopo l’antologia Europea, pubblicata solo in questi giorni da Silva, ci sono stati Terrestri e no, il volume inaugurale dello S.F.B.C., quindi l’antologia Lerici, l’antologia dell’Automobile, Io, Robot presso Bompiani. e questo per citare soltanto alcune tappe di una carriera brillantissima. Ma Roberta Rambelli, prima di affermarsi così decisamente in questo campo, era stata (ed è tuttora) una scrittrice, anzi, un’ottima scrittrice. Ha pubblicato numerosi romanzi e racconti, prima di assumere la direzione di Galassia (con i brillanti risultati che tutti i lettori conoscono), romanzi e racconti interessanti, validi, sempre sostenuti da uno stile spumeggiante e da una inventiva inesauribile: e l’unico appunto che si può fare a Roberta Rambelli autrice è quello di avere abbandonato troppo presto un campo nel quale avrebbe ancora moltissime cose da dire. Il suo ultimo romanzo risale al 1961, ed apparve anch’esso su Galassia: si tratta del non dimenticato Libro di Fars, un’affascinante rifacimento in chiave fantascientifica del mito di Gilgamesh, che incontrò a suo tempo i favori della critica e del pubblico. Poi, due eccellenti racconti, Dialogo con il dio e Parricidio (quest’ultimo rappresenta uno dei più riusciti tentativi adulti della giovane science fiction italiana): e poi, quattro anni di stasi, quattro anni durante i quali Roberta Rambelli non si lasciava smuovere dalle richieste dei lettori e degli amici, quattro anni di... tradimento (un tradimento dovuto, però, a impegni di lavoro addirittura soffocanti, e che trova delle attenuanti nell’enorme mole di lavoro svolta dall’...imputata favore della diffusione della science fiction in Italia). Poi ci fu l’amichevole avvicendamento nella redazione di Galassia, che fu affidata al sottoscritto, e, naturalmente, mi trovai di fronte a numerose richieste dei lettori, i quali domandavano un ritorno di Roberta Rambelli autrice, almeno con un racconto. Roberta Rambelli resistette per qualche tempo, poi cedette, e così ottenni il dattiloscritto dell’ultimo romanzo inedito dell’autrice de’ Il libro di Fars e Nove storie per nove pianeti. Ed ecco questo romanzo presentato al nostro pubblico, il quale ha già compreso perfettamente che le opere di science fiction si dividono in categorie di merito, e non di nazionalità, e che è assurdo contrapporre una fantascienza italiana a una americana e a una francese, esistendo soltanto opere buone, opere mediocri e opere brutte. Questo romano appartiene alla categoria dei buoni romanzi, è anzi, a nostro giudizio, il migliore della vasta produzione di Roberta Rambelli. Nel corso di chilometri- che dispute fatte di ancor più chilometrici espressi tra me e Roberta Rambelli, mi capitò di muoverle alcune critiche (basti pensare che entrammo in comunicazione perché io avevo pubblicamente stroncato un suo romanzo, I giorni di Uskad): la principale era quella di scrivere troppo in fretta, a volte, non sviluppando completamente delle idee ottime. Ma in questo caso, nel caso della Pietra di Gaunar, questa critica non ha motivo di essere. Si tratta di un esempio tra i migliori di fantascienza adulta, il prodotto più meditato e impegnato offerto fino ad oggi da questa autrice: in esso, idealmente, Roberta Rambelli riprende le fila delle sue opere precedenti, attinge alla nebulosa atmosfera dei sentimenti, dei contrasti, degli istinti e delle passioni umane, sullo sfondo dell’eterno duello Bene-Male, il cui valore assoluto trascende la comprensione degli stessi protagonisti, i quali sanno di essere strumenti al servizio delle due fazioni, ma che al termine si trovano di fronte all’angosciosa incertezza di chi non sa per chi, esattamente, ha combattuto. La pietra di Gaunar non è un capolavoro di fantascienza sociologica, non è neppure un ciclopico intrigo alla Van Vogt, ma è un romanzo atipico, un romanzo che rimarrà senza dubbio tra le cose migliori offerte dalla fantascienza italiana. Fantascienza italiana che, come abbiamo detto, sta evolvendosi sempre più, per un semplice motivo: dopo la schiera di opere mediocri è brutte degli ultimi anni, ora cominciano ad apparire sempre più di frequente racconti e romanzi di livello buono e spesso eccellente. E nel nostro quotidiano contatto con la parte più viva e competente della science fiction italiana, possiamo renderci ben conto di questo fenomeno, e sperare nell’avvenire con meditata fiducia. Roberta Rambelli, in questo romanzo non ha voluto seguire le correnti che si stanno formando, che si sono già formate nella science fiction internazionale e nazionale. Pur avendo la capacità di costruire un’eccellente opera sociologica o satirica, ha preferito, come tutti gli science-fictioneers migliori, dimostrare che anche negli altri campi c’è ancora la possibilità di creare qualcosa di nuovo, di dire una parola propria, di raggiungere risultati di ottimo livello. E, a nostro giudizio, Roberta Rambelli è ancora una volta — come sempre, d’altronde — riuscita nel suo intento. Non è possibile anticipare nei particolari la trama del romanzo, per non correre il rischio di rovinare l’abile costruzione fatta con il suo stile personale e inimitabile dalla First Lady per eccellenza della science fiction europea. Preferiamo perciò lasciare ai lettori lo intero godimento della sorpresa, sicuri che il nostro pubblico, il nostro ineguagliabile pubblico, vorrà accogliere questo nuovo romanzo italiano con la medesima, lusinghiera approvazione che fu riservata lo anno scorso al Sistema de Benessere.