Aggiungi al carrello
prezzo: €36.00€ 20,00 SCONTO 44%

Attraverso il Mondo Solare - Avventure di Ettore Servadac - ED. 1945

Romanzo


Data uscita
Febbraio 2019
Condizioni
 
very good legenda
Volume integro
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Jules Verne
Collana
La Prora
La Prora 1945
Ciclo
Jules Verne
Genere
Fantascienza

EDIZIONE RARISSIMA - Con illustrazioni all'interno di E. Massaro - PAG. 371 + 24 TAVOLE FUORI TESTO

Narra le avventure del capitano francese Ettore Servadac, di stanza in Algeria, il cui carattere ricorda i moschettieri narrati da Dumas, che era il padrino letterario di Verne: turbolento, intelligente, con la battuta pronta, generoso, impavido e ambizioso. Per dirla con le parole di Verne, un giovane predestinato a grandi cose, con il vantaggio di avere avuto alla nascita, come madrine, la fata delle avventure e quella della buona sorte. Mentre il capitano Servadac, assieme al suo fido attendente Ben Zuf, dorme in una baracca sulla spiaggia algerina, una specie di cataclisma fa crollare la modesta abitazione di legno. Svegliati dal trambusto, Servadac e Ben Zuf si ricompongono: tutto sembra normale, salvo alcuni piccoli particolari. I nostri eroi sono diventati fortissimi, possono spiccare salti incredibili e correre più veloci di un cavallo. Inoltre, quando mettono l’acqua sul fuoco per bollire un paio di uova, l’acqua arriva al bollore molto in fretta. Un focolare più potente ? Niente di tutto questo: un termometro immerso nell’acqua rivela che questa bolle a 66 gradi anziché a 100. Altri segni più evidenti (il rapido moto del Sole da Ovest verso Est in circa 6 ore e la sparizione della Luna), suggeriscono al capitano che qualcosa di veramente sconvolgente ha avuto luogo. In effetti una cometa, costituita da “tellururo d’oro”, ha sfiorato la Terra e l’ha “sbucciata” per un certo spessore e per tutta l’estensione del mediterraneo centro-occidentale, portando a spasso la costa algerina per il sistema solare. Scopertisi gli unici abitanti del nuovo corpo celeste, Ben Zuf e il capitano passano qualche attimo di profondo scoramento, salvo riprendersi per organizzare la nuova vita quotidiana.
L’esplorazione del nuovo astro li porta ben presto in contatto con altri superstiti. Anzitutto il conte Timascheff (rivale in amore del capitano), con ai suoi ordini il tenente di vascello Procopio e l’equipaggio russo della sua nave, la Dobryna, a bordo della quale inizia l’esplorazione per mare del nuovo mondo. Il primo contatto con altri uomini avviene presso l’isola di Gibilterra, asportata anch’essa dalla cometa. Due ufficiali e nove soldati inglesi occupano l’isola, e gli ufficiali hanno dovuto risolvere alcuni problemi legati alle nuove brevi giornate di 6 ore di luce e 6 ore di buio. Nonostante la brevità delle giornate sarebbero stati serviti ugualmente 4 pasti al giorno, e la paga giornaliera dei soldati sarebbe rimasta invariata ? Gli ufficiali esaminano i problema e concludono che i fenomeni fisici nulla possono contro i regolamenti militari e dato che l’Inghilterra è abbastanza ricca da conformarsi alle nuove leggi dell’universo, di fatto viene raddoppiato il numero dei pasti e lo stipendio dei soldati. Di questo verrà naturalmente informato il comando. Servadac comunica agli inglesi che non c’è più nessun comando, anzi, non c’è più nemmeno l’Inghilterra: con la tipica freddezza britannica i due ufficiali fanno parlare inutilmente il capitano e il conte Timascheff, che esaurite le forze si congedano da quel gruppo di ottusi militari. Il successivo incontro avviene con un gruppo di spagnoli “indolenti per natura” e con un mercante ebreo “usuraio dalla schiena pieghevole e dal cuore vuoto, il rosicchiatore di scudi, il tosatore d’uova” – una caratterizzazione dei personaggi da operetta ottocentesca.
Dall’isola della Maddalena viene raccolta una bambina italiana di nome Nina e per finire il moribondo astronomo Palmirino Rosette, a suo tempo insegnante di fisica di Ettore Servadac, viene recuperato dall’isola di Formentera. Il professor Rosette è un tipo veramente strano, la caricatura dello scienziato e del vecchio insegnante, che tratta tutti come perfetti somari, a suon di insulti e rimproveri. Il capitano Servadac, nel frattempo eletto all’unanimità Governatore Generale di Gallia (questo il nome assegnato al nuovo corpo celeste dal prof. Rosette), ritrova nell’astronomo il suo insegnate-aguzzino delle scuole superiori, ma il rapporto si gioca sempre sul filo del comico e del rispetto reciproco.
La presenza dell’astronomo e le sue lezioni ai compagni di viaggio chiariscono l’ambientazione astronomica: Gallia percorre il sistema solare lungo un’orbita ellittica che la fa avvicinare al Sole oltre l’orbita di Venere, e allontanare fin oltre l’orbita di Giove.

La prontezza di spirito di Servadac riesce a risolvere i problemi legati alla vicinanza del Sole all’inizio e alla sferza del freddo interplanetario poi, nonché quelli causati dalle bizze del mercante ebreo Isacco e dalle stravaganze del prof. Rosette.
Infine riesce a ricondurre tutti sulla Terra approfittando di un nuovo passaggio radente della cometa sul nostro pianeta.
Solo gli Inglesi, rimasti stupidamente soli per difendere la loro colonia, sono condannati a un triste destino: la cometa si spezza (come la cometa Gambart scrive Verne) e Gibilterra, solidale al frammento distaccatosi, lascia Gallia per un viaggio senza ritorno nello spazio.

La dipartita della guarnigione inglese provoca un cruccio assai modesto: in fondo chi è causa del suo mal pianga sé stesso.
Il ritorno avviene in modo così fortunoso e incredibile che i protagonisti del viaggio decidono di seppellire nella propria memoria gli avvenimenti, tanto paradossale sembrerebbe il loro racconto.  Tutti lo possono fare con l’eccezione dell’astronomo di bordo della cometa, il prof. Rosette: tenuto in nessun conto dai colleghi terrestri per le sue teorie inconsuete, durante il viaggio riesce a raccogliere elementi a favore delle sue speculazioni.Inizialmente disposto ad ammutinarsi per continuare il viaggio anziché tornare sulla Terra,  solo l’astuzia e il savoir faire di Servadac avranno la meglio sulla sua testardaggine.

Una volta a casa l’astronomo dà alle stampe il suo resoconto astronomico dell’avventura ma il suo libro, invece che come un nuovo “Sidereus Nuncius”, viene accolto come l’ennesima stravaganza.
Fra le tante pubblicazioni scritta in risposta, quella che riassume meglio l’impatto della storia del professore  sulla comunità scientifica ha il titolo “Storia di un’ipotesi”.Il romanzo si chiude su note matrimoniali.
Si apprende che la giovane signora che tanto attizzava i cuori del capitano Servadac e del conte Timascheff si era sposata durante la loro assenza: grosso sospiro di sollievo, i due possono restare amici senza doversi sfidare in duello come stava per accadere nelle prime pagine. Nina (la ragazzina italiana) e Pablo (il più giovane del gruppo degli spagnoli), adottati rispettivamente da Servadac e dal conte Timascheff al ritorno dal viaggio interplanetario, dopo qualche anno si sposano, ben felici di aver perso l’occasione di essere l’Adamo e l’Eva di un nuovo mondo ...