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La Foresta degli Dei

Romanzo


Data uscita
Maggio 2020
Condizioni
 
very fine legenda
Condizioni eccellenti ma pagine ingiallite e leggera macchia azzurrina in basso a ds. x contatto con copertina ( V. Scansione )
Copie disponibili
solo una copia
Pagine
345
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Stanis Mulas
Collana
Romanzi storici n. 3
SugarCo 1987
Genere
Fantascienza

Una tribù di cacciatori nella Sardegna del neolitico - PRIMA EDIZIONE ( Ristampe solo in CDe e Euroclub) - RILEGATO C/SOVRACCOP. -

Per molti l'immagine dell'uomo delle caverne è quella di un essere irsuto e animalesco, capace soltanto di emozioni fondamentali e non di sentimenti complessi. Chiunque abbia però osservato in un museo l'abile rastrematura delle sue punte di freccia in pietra o la mirabile fattura delle collane di perle in ossidiana oppure i commoventi corredi funerari in alcune sepolture a noi conosciute (basti pensare a quell'antico bimbo ligure delle Arene Candide, inumato diecimila anni fa avvolto in una pelliccia formata da ben quattrocento morbide code di scoiattolo!) non può realmente guardare all' antico progenitore come ad un uomo rozzo e digrignante. Individui tanto pazienti e industriosi, così capaci di amore e di pietà, non potevano che essere vicini a noi, nella psicologia e nelle reazioni emotive, più di quanto comunemente si creda. Questo è in sostanza, l'assunto del racconto che si colloca nel prenuragico sardo a descrivere il quotidiano di un piccolo nucleo di cacciatori per i quali la foresta e la selvaggina sono tutto. Le loro armi sono lunghe aste di legno dalla punta indurita dal fuoco, coltelli di selce e, per i due arcieri del gruppo, punte di freccia in pietra o, più raramente, in ossidiana. Essi non sono artigiani, non costruiscono nulla e perciò, al termine della: stagione di caccia, attraversano le foreste all'incontro con gli Uomini del baratto, avventurosi e astuti carovanieri che percorrono l'isola fornendo, contro le pelli migliori, manufatti indispen sabili ai cacciatori, ma anche monili per le loro donne e l'acqua di fuoco per mezzo della quale uomini e donne del Rifugio, liberi per una notte da qualsiasi regola, si abbandonano all'Orgia. La vita del gruppo, racchiusa nel cerchio magico del nascere e del tramontar del sole, scandita dall'eterno ripresentarsi delle stagioni, si svolge isolata entro i limiti del territorio di caccia sino a quando un naufrago straniero non approda alla piccola insenatura sulla quale si aprono le caverne del Rifugio e sconvolge profondamente l'esistenza dei cacciatori. Frutto di una precisa e documentata ricerca d'ambiente, il libro (primo del genere in Italia) unisce al gusto del romanzo di azione e d'avventura la credibilità dei personaggi e l'informazione sui modi di vita di un mondo preistorico sul quale la ricerca moderna continua a fornirci sempre nuovi e sorprendenti elementi.