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Il Veliero dei Ghiacci - Galassia n. 163

Romanzo


Data uscita
Novembre 2019
Condizioni
 
near mint legenda
SN1
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Michael Moorcock
Collana
Galassia n. 163
La Tribuna 1972
Genere
Fantascienza

PRIMA EDIZIONE ITALIANA - Ristampe solo nei Bigallassia e in un Millemondi (V. Scheda completa )

Il romanzo “Il veliero dei ghiacci” (“The Ice Schooner”) di Michael Moorcock è stato pubblicato per la prima volta nel 1966 a puntate nella rivista “sf Impulse” e nel 1969 come libro. In Italia è stato pubblicato dalla Casa Editrice la Tribuna nel n. 163 di “Galassia” e all’interno del n. 31 di “Bigalassia” e da Mondadori all’interno del n. 68 di “Millemondi” nella traduzione di Roberta Rambelli.

la quarta:

Non è del tutto infrequente che l’ipotesi di una nuova epoca glaciale venga assunta come fondamento per un romanzo di fantascienza. Di solito, gli autori si compiacciono, in questo caso, di descrivere l’instaurarsi del fenomeno, e presentano un’umanità morente, che si adatta faticosamente alle nuove condizioni di vita. Il veliero dei ghiacci, invece, ci presenta un mondo in cui la glaciazione si è stabilita ormai da migliaia di anni, e in cui gli uomini si sono adattati ormai da molto tempo. Abilmente, Moorcock assume i motivi classici dei romanzi marinareschi e addirittura di quelli, popolarissimi, che hanno a protagonisti esploratori dei ghiacci e cacciatori di balene: e vi aggiunge l’ingrediente tradizionale della quest, della ricerca, che la fantascienza sembra mutuare spesso, per una contraddizione più apparente che reale, dai romanzi medievali. Come in molti di questi, anche la ricerca di Arfiane, il duro protagonista del romanzo, è mistica: egli si lascia indurre al viaggio straordinario dal desiderio di trovare il palazzo della fiabesca Madre del Ghiaccio, divinità suprema immaginata dalla fantasia degli uomini, eppure stranamente allusiva di una fondamentale legge fisica. Ciò che troverà, alla conclusione della sua navigazione, del tremendo viaggio, stabilirà in realtà una contraddizione feroce e insopportabile con la base stessa della sua fede, ma non riuscirà a scuoterla. Konrad Arflane è un personaggio nello stesso tempo stereotipato e inconsueto: è uno dei tanti ‘duri’ che la letteratura e il cinema americano hanno imposto per anni, l’uomo forte e taciturno, semplice ma capace di condurre se stesso e gli altri ad imprese impensabili. Ma nello stesso tempo, la superstizione che è annidata in lui e che si sviluppa in un crescente, inconsapevole sentimento di colpa lo rende diverso: incomprensibile e insieme patetico. Altre figure appaiono tracciate con buona fermezza da Mooock: l’allucinato Urquart. il freddo, ironico, saggio Manfred Rorsefne, il velleitario e risentito Janek Ulsenn, la fragile, sperduta Ulrica, sempre divisa tra contrastanti lealtà. Il romanzo può essere definito un romanzo d’azione nella buona tradizione fantascientifica, con in più qualche tocco di inquietante fanatismo e di ambiguità che lo rendono accettabile anche a quei lettori che cercano una plausibilità psicologica nei personaggi che incontrano. Lo stile, scarno e sobrio, ma spesso efficace, sembra sintonizzarsi con il paesaggio eternamente gelido che fa da sfondo all’avventura: e la progressione della vicenda, ben congegnata ed implacabile, finisce per accattivare all’autore, non tra i più noti ma neppure tra i minori della science-fìction, l’interesse dei lettori.