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Il Padrone

Romanzo


Data uscita
Agosto 2021
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very fine legenda
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bclibri@delosstore.it
Autore
Goffredo Parise
Collana
I Narratori di Feltrinelli
Feltrinelli 1965
Genere
Fantascienza

PRIMA EDIZIONE - RILEG. C/SOVRACOP - Volume citato su Catalogo Vegetti

"Io sono il padrone," dice il dottor Max, protagonista di questo romanzo che segna il ritorno di Goffredo Parise dopo quasi sei anni di silenzio — e non poteva essere ritorno più clamoroso. Ma che tipo di padrone? Uno del piccolo pugno di "re silenziosi e ignoti, arbitri dei vostri destini" cui si gloriava appartenere il balzacchiano giovane Restaud, tanto ricco da poter comprare le coscienze dei ministri e "les plus belles femmes et leurs plus tendres caresses"? Macché: è un padrone dei tempi nuovi, un padrone che ha la sua "filosofia." Il suo volto è "fine e pallido, strizzato, rimpicciolito da qualcosa di doloroso" perché il padrone si sente in trappola: "Come sono il padrone degli stabili, delle macchine da scrivere, delle calcolatrici meccaniche, e di tutto il resto, cosi sono il padrone dei miei dipendenti, che debbo pagare più caro di quanto sarebbe necessario al loro sostentamento. Di tutte queste cose posso disporre come voglio, farle e disfarle, mandarle in pezzi, o invece prenderne cura. E naturalmente non sono cosi pazzo da disfarle e mandarle in pezzi, come vorrei. Ma se volessi, potrei. Che cosa mi trattiene? Mi trattiene un giudizio morale..." Ora la storia di questo romanzo di Parise, divertentissimo come sa esserlo un Parise in gran forma, è la storia dell'avventura irrimediabilmente "discen-ditiva " di un giovane progettista commerciale che finisce per trovarsi intrappolato negli insidiosi meandri della problematica "morale" del suo datore di lavoro, fino a desiderare di diventare oggetto nelle sue mani, cosa in sua "amorosa" balia. È per questo che Parise ha esitato a lungo se intitolare questo libro 11 padrone o La cosa: giacché la forma in cui si dispone il racconto non è quella del "ritratto" ma dell'adorazione, di una grottesca, beffarda, irresistibile "alienazione" — quello che i mistici chiamavano l'aborrimento di sé. Dall'accettazione di un ufficio ricavato trasformando un gabinetto di decenza padronale fino al voto di non comprar mai più un impermeabile a rate, dalla sottomissione alle punture vitaminiche (non senza agonici soprassalti) al matrimonio con una infelice protetta, il giovane progettista commerciale compie tutte le tappe della sua trans-discendenza, fino alla stasi, alla quiete, alla non sofferenza. Da cui contemplerà il trionfo del padrone, con la sua corte di angeli e di sicari, Bombolo, Diabete, Rebo, il mostruoso portiere-scimmia Lotar... e le forme invischianti della sua "espressione filosofica": i fumetti ai dipendenti, le lettere-apologo, le riduzioni punitive di salario.
Dopo anni di polemiche sui rapporti tra letteratura e industria, Parise è andato dritto al cuore del problema: non senza audacia e impietà. Questo libro, tuttavia, avrebbe potuto essere un massacro; non lo è, perché, come ha detto un critico, il grottesco per Parise non è uno strumento vendicatorio, ma una lente di lettura attraverso la quale il nostro mondo ci è d'improvviso svelato nei suoi deformi orrori e nei suoi residui di verità.