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Concerto Rosso --

Romanzo


Data uscita
Dicembre 2018
Condizioni
 
near mint legenda
Due piccoli tagli sulla sovracopertina in alto vicino al dorso
Copie disponibili
solo una copia
Venduto da
BCLibri
bclibri@delosstore.it
Autore
Pier Luigi Berbotto
Collana
Omnibus-Mondadori
Mondadori 1985
Genere
Fantascienza

Prima Edizione - V. Altra copia disp. in catalogo in altre condizioni - Unica ristampa nel 2004

A rendere irrinunciabile, dopo avere sogguardato le prime pagine di questo romanzo, l'ulteriore immersione nella sua lettura sono molti elementi. Tanti che - così tutti insieme - da tempo non si trovavano nello stesso libro. Un giallo magico (o mistico?) che non rinuncia a un taglio paesaggistico severo e preciso, spalancandosi su una Torino che è sì quella anche arcana suggerita da certa stampa, ma rimane pur sempre la città industriale che tutti conosciamo. Un libro, questo, che ha sullo sfondo le straordinarie ambiguità di Julien Green e quelle inimitabili del Thomas Mann del Doctor Faustus. Quindi un'opera che non si accontenta di mettere in pagina la trascinante avventura di un giornalista musicologo, di farlo inciampare in alcuni enigmatici delitti, tra una folla di personaggi dove spicca la fuggevole e sensuale figura della giovanissima Meli. Il protagonista, Alessio Dotta, dietro il quale ciascuno potrà scorgere il musicologo che vorrà, s'inoltra in una mirabolante macchinazione, dóve l'inganno dei sensi, l'allargarsi delle porte della percezione non fanno interamente saltare le cerniere della razionalità. In-somma il gioco in cui è adescato Alessio non è mai gratuito: il suo inseguire, attraverso le loro tracce artistiche e storiche, due dissimili personaggi settecenteschi, un musicista e un pittore di smisurati e opposti talenti, diventerà una crudele e avvincente scommessa con il destino, sulla lunghezza d'onda del drammatico, forse ineseguibile Concerto rosso di Giovan Battista Rambaudi. Un inseguimento a ritroso nel tempo, una caccia all'assassino che si tinge di non banali pennellate stregonesche, perché la posta è la vita, non quella quotidianizzata, ma quella che barbaglia attraverso quinte improvvise spalancate in un insospettabile tessuto urbano, tra ragazze-motocicliste, giornalisti di routine, funzionar! radiofonici e altra gente senza, almeno all'apparenza, smalti particolari. Ma quando la ruota della grande macchina prende l'avvio, e non solo in senso metaforico (si veda la forsennata, rapinosa corsa in carrozza del grande finale), davvero non sappiamo più quali siano i posti occupati da ciascuno, chi si celi anche sotto i panni più bigi. La scommessa di Pier Luigi Berbotto, come si diceva, dopo che noi l'abbiamo accettata non ci da tregua, ci tramuta in un Alessio che a sua volta non sa più con sicurezza di essere tale, scompiglia persino le nostre più accreditate certezze per suggerirci sublimità improbabili, ma non poi tantissimo, garantendoci comunque un coinvolgente ed emozionante divertimento.